Web Marketing per le Piccole e Medie Imprese ecco i canali su cui puntare

Il Rapporto UnionCamere 2015 ci dice che 4 imprenditori su 10 pensano che Internet non serva per la crescita della propria impresa. Sottolineando che il dato migliora anno dopo anno, grazie anche ai giovani imprenditori, sempre più coinvolti nell'utilizzo della rete e del digitale, mentre il 40% di imprenditori e ancora restio all’uso del web marketing.
Stabilendo che Internet è ormai parte della nostra vita quotidiana come strumento di consultazione di condivisione e lavorativo e/o strumenti come Facebook e Tweeter in pochissimi anni anno cambiato addirittura il modo di socializzare.
Considerando quanto descritto fino ad ora e palese che si può interagire con le persone sul web, cosa significa – in ottica business – far passare il tuo messaggio coinvolgendo persone che possono diventare tuoi potenziali clienti.
Domandandoci quali strumenti servono per fare crescere la tua PMI? A seguire vi andiamo ad indicare gli strumenti che potrebbero essere veramente essere efficaci per un’azienda di piccole-medie dimensioni.
1. Il primo strumento è la carta, a pari merito con matita e gomma (perché c’è sempre qualcosa da cancellare). Questi (o altri strumenti analoghi) servono a scrivere il tuo obiettivo aziendale e, andando a ritroso, il percorso per poterlo raggiungere.
2. Definiti gli obiettivi (es. ricevere richieste di preventivo da clienti della tua città/provincia/regione, o richieste di contatto per un sopralluogo, o vendite dirette…) a questo punto arriva il marketing: immagine aziendale e un buon sito web sono fondamentali per avere una vetrina digitale attraverso cui l’azienda può migliorare la propria visibilità, trovare contatti, creare una community e – perché no? – vendere online i propri prodotti. • Ma come deve essere un sito per aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi? Sicuramente usabile, e quindi facile da navigare e comprendere. Per esempio, deve presentare chiaramente i servizi o prodotti offerti dall’azienda, e nel caso sia un e-commerce deve essere caratterizzato da schede prodotto chiare e un processo di acquisto lineare e facile da concludere. L’utente deve poter arrivare all’obiettivo in circa tre click (non è dogma, solo buona prassi), perché se si perde nei meandri del menù, delle pagine e dei link interni probabilmente abbandonerà la piattaforma per non tornare più. • I contenuti poi devono essere veri e interessanti. Non “siamo leader”, “azienda giovane e dinamica” e altre amenità, ma storia, passione, <>, altrimenti non parliamo manco di sito vetrina ma di sito “specchio”. • Tecnicamente il sito poi deve apparire curato (espressione della cura che la tua azienda ha nel lavorare con gli altri), e questo significa pure realizzarlo mobile friendly, navigabile anche da supporti mobili, come smartphone e tablet.
3. A questo punto stiamo già parlando di web marketing, perché è inutile spendere migliaia di euro in pubblicità se poi atterrati sul sito è impossibile orientarsi o comprenderne logica e contenuti • Durante lo sviluppo del sito web è necessario pensare già a come ottimizzarlo lato SEO, cioè alle migliorie da fare per permettere a Google di arrivare a leggere le pagine del sito e indicizzarle. In questo caso l’ottimizzazione SEO lavora principalmente su due fronti: struttura e contenuto.
Un lavoro sulla SEO si può effettuare anche su un sito web finito, in questo caso è necessario analizzare le pagine alla ricerca di possibili punti da migliorare. Per esempio, si possono “pulire le URL” rendendole comprensibili a Google e introducendo una struttura divisa per categorie e sotto categorie; si può modificare la struttura del menù oppure intervenire sui testi grazie ad una ricerca delle keyword da sfruttare; o ancora realizzare o aggiornare la sitemap.
Tutte le attività di ottimizzazione fatte sulle pagine interne sono chiamate SEO On Page, ma ne esistono anche altre che lavorano dall’esterno per migliorare l’autorevolezza della piattaforma agli occhi di Google e prendono il nome di SEO Off Page. Per esempio, per incrementare il cosiddetto ranking si può studiare una strategia per aumentare la link popularity.
• Mentre la SEO permette di scalare i risultati organici prodotti da una ricerca online; esistono ulteriori canali che permettono di arrivare al sito web sempre dal motore, ma questa volta a pagamento. Parlo di servizi come Google AdWords o Bing ADS attraverso cui è possibile realizzare annunci pubblicitari che contengono le parole chiave usate dal target per trovare online prodotti o servizi simili a quelli del sito. L’annuncio permette all’utente di atterrare direttamente sul sito web o su una landing page.Le landing page sono pagine studiate appositamente per indurre l’utente a compiere una determinata azione. Struttura e contenuto devono essere progettate con un’unica finalità: far si che l’utente clicchi sulla call to action, per acquistare un prodotto, iscriversi ad un servizio, partecipare ad un evento e così via.
• Un altro canale ancora sottovalutato da molte PMI è l’ Vero che la usi regolarmente? Vero che l’indirizzo richiama la tua azienda in modo coerente? Vero che rispondi alle email importanti entro 24 h circa? Vero che la chiedi sempre ai tuoi clienti o prospect?La ricchezza più grande della tua azienda è il database dei clienti acquisiti, e avendo i loro indirizzi mail puoi farti ricordare e scegliere, comunicando news, offerte, contenuti utili.
La pubblicità via email, se fatta bene, costa pochissimo e ha ritorni molto alti! Attenzione, però: evita di inviare email di massa a persone che non hanno dato il consenso, il rischio non è solo quello di finire nello spam ma anche di rovinare la reputazione del tuo marchio.L’email non deve essere un oggetto di disturbo, ma incuriosire, con un oggetto tale anzitutto da stimolarne l’apertura, contenuti che siano interessanti, ben scritti e leggibili e, dulcis in fundo, link utili di approfondimento che porteranno il lettore sul tuo sito per saperne di più.Per esempio, all’interno di una newsletter è molto importante inserire una call to action: invitare alla lettura completa di un articolo o all’acquisto di un prodotto. Inoltre, può essere utile profilare gli utenti: puoi dividerli per genere, interessi o per età. In questo modo creerai dei messaggi ancora più targetizzati ed efficaci.
• Ti consiglio poi di usare i social network, che oggi sono paragonabili per importanza al sito web, e anzi ti dirò di più: sempre più utenti cercano le aziende prima sui diversi social network, Facebook in primis. Molti imprenditori rimangono perplessi perché è difficile calcolare il ROI (Ritorno di Investimento) di questi canali, ma non si potrebbe dire lo stesso di un cartellone pubblicitario piazzato lato strada? :-)Ah, ricorda di scegliere bene il canale social da presidiare, ne esiste uno per ogni esigenza ed è meglio usarne uno e bene che aprire 5 account e lasciarli abbandonati… pessima immagine aziendale! Infine, rammenta che il web marketing è solo marketing… sul web, quindi l’ideale sarebbe coordinare tutti gli sforzi di marketing aziendali per ottenere il miglior risultato possibile minimizzando gli investimenti. Hai un negozio? Puoi chiedere ai clienti di compilare l’autorizzazione a ricevere la tua newsletter oppure puoi organizzare un evento e pubblicizzarlo sui social network, o aggiungerli su un gruppo chiuso di WhatsApp con offerte riservate (e non le stesse per tutti)! Hai uno studio professionale? Inseriscilo su Google My Business (ex Google Places) come prima cosa, chiedi recensioni e falle postare, incentiva il passaparola.
Ricorda che, in generale, tutti i canali che ti ho appena elencato devono saper comunicare tra loro creando una sinergia capace di farti riconoscere ovunque.
Ora che ti sei fatto un’idea degli attrezzi del mestiere, prova a integrare questi canali in un piano di marketing pensato da te apposta per la tua azienda. E mi raccomando: comincia sempre dagli obiettivi, non dal sito! Fonte di ispirazione articolo Giornale PMI